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    con Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini da “Il Marzocco” a “Lacerba”

    Angelo Cecconi, più noto sotto lo pseudonimo di Thomas Neal, rappresentò, soprattutto in “La Voce”, quella numerosa schiera di autori che trovarono nel foglio di Giuseppe Prezzolini e di Giovanni Papini l’opportunità per esprimervi le loro idee e le loro considerazioni riguardo alla realtà che stavano vivendo, in un momento di particolare significato come quello dei primi anni del nuovo secolo. Questo lavoro nasce da un mannello di lettere e di biglietti inediti inviati da Giovanni Papini e da Giuseppe Prezzolini ad Angelo Cecconi, soprattutto durante gli anni della sua collaborazione a “Il Regno”, a “Leonardo”, a “La Voce” e a “Lacerba”. Quei documenti epistolari attestano non solo il loro rapporto di collaborazione ma anche i sentimenti di amicizia e di stima espressi nei confronti di un personaggio ‘minore’, da parte di coloro che delle vicende culturali di quegli anni furono invece i protagonisti di primo piano.

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    Giorgio La Pira e la vocazione mariana di Firenze

    Presentazione del Card. Giuseppe Betori

    Giorgio La Pira ha offerto un contributo specifico alla mariologia, come il teologo Padre Stefano De Fiores ha sottolineato, per i profili di apertura all’impegno sociale e alla solidarie­tà con i poveri.
    Sono presentati i protagonisti della Firenze del Novecento, da Divo Barsotti a Fioretta Mazzei, da David Turoldo a Mario Luzi, da Piero Bargellini a Claudio Leonardi, che hanno approfondito la figura di Maria, quale elemento costitutivo dell’umanesimo cristiano.
    Anche nel Novecento l’architettura e le arti figurative, nel tessuto urbano di Firenze, sono state segnate dal riferimento a Maria, arricchendo il patrimonio artistico della città e confermando la vocazione di “città mariana” di Firenze.

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    Musei e collezioni pubbliche d’arte contemporanea del territorio aretino

    Il territorio aretino, famoso per il suo patrimonio d’arte che va dalla civiltà etrusca all’età classica, dal medioevo al rinascimento e rinomato per l’artigianato d’autore, è anche ricco di un’altra risorsa: le raccolte pubbliche d’arte contemporanea, purtroppo poco conosciute e frequentate, mancava infatti, finora, un riconoscimento ufficiale delle tante realtà presenti sul territorio.

    Questo catalogo, attraverso una capillare ricognizione, fa emergere l’insospettato patrimonio di diciassette tra musei e collezioni pubbliche che, documentando le vicende dell’arte contemporanea nel territorio aretino, testimoniano anche un ampio segmento di arte italiana a partire dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri.

    Si va dalla raccolta monografica per artista, come la Collezione Gino Severini, il Museo e la Casa Archivio Venturino Venturi, la Fondazione Giuliano Ghelli, o per tipologia artistica, come la scultura del Museo del Cassero o del Museo michelangiolesco, del gioiello e dell’oro della Collezione Orodautore e del Museo aziendale Unoaerre, a quelle di concezione più “classica” come le Collezioni comunali di Arezzo, di Civitella in Val di Chiana, di Loro Ciuffenna, di San Giovanni Valdarno.

    Una pubblicazione che, fornendo visibilità a collezioni confinate nell’ambito di piccole realtà comunali, si pone come utile strumento per stabilire un dialogo con il territorio, gli artisti, gli studiosi, gli operatori culturali, per motivare e sostenere nel difficile impegno verso la cultura ma anche incentivare la fruizione pubblica e far emergere un patrimonio contemporaneo da conoscere e apprezzare.

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    Storia della stampa periodica socialista e comunista per l’infanzia in Italia (1893-1965)

    Questo volume collettaneo nasce dall’esigenza di ricostruire la storia della stampa periodica socialista e comunista per l’infanzia in Italia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, cui in passato pochi studiosi si sono dedicati con una certa continuità, in genere concentrandosi sui periodici comunisti per ragazzi prodotti nel secondo dopoguerra e trascurando quasi completamente i pur numerosi omologhi socialisti precedenti. Colmando questa lacuna, il presente lavoro ne offre allora un profilo esaustivo che, partendo dalle prime strenne tardo-ottocentesche (Figli del Popolo e Strenna Minima Socialista) e passando attraverso i numeri unici primonovecenteschi (I Maggio dei Fanciulli e Alba di Maggio) e i periodici illustrati pre-fascisti (Il Germoglio, Cuore e Il Fanciullo Proletario), giunge fino al più noto giornaletto a fumetti dell’Associazione pionieri d’Italia (Il Pioniere), amatissimo dai suoi lettori, che ancora oggi lo ricordano con nostalgia.
    Realizzato attingendo al ricco patrimonio emerografico e archivistico, in larga parte esclusivo, conservato presso gli istituti e i centri di documentazione specializzati nella storia e nella memoria del movimento operaio italiano, il volume si inserisce all’interno del più ampio dibattito internazionale sul processo di «politicizzazione dell’infanzia» nel corso del XX secolo, fattosi di recente sempre più animato.

    Disponibile anche in versione eBook a € 18,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

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    (1902-1930)

    Questo volume nasce dall’esigenza di ricostruire la storia dei numerosi numeri unici e periodici per l’infanzia prodotti su scala locale e nazionale tra età giolittiana e fascismo da insegnanti, editori e istituzioni legati a vario titolo al movimento operaio italiano, al cui organico approfondimento ancora alcuno studio era stato ad oggi dedicato. Colmando questa lacuna, il presente volume ne offre allora un profilo esaustivo che, partendo dai numeri unici primonovecenteschi (“I Maggio dei Fanciulli” e “Alba di Maggio”) e passando per i primi periodici pre-fascisti (“Figli del Popolo”, “Verso la Vita”, “Primavera” e “Il Germoglio”), giunge fino ai periodici stampati negli anni in cui il regime fascista andava ancora consolidando il proprio potere (“Cuore”, “L’Amico dei Fanciulli” e il clandestino “Il Fanciullo Proletario”).

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    Percorsi e linee evolutive dell’illustrazione nel libro per l’infanzia in Italia tra Ottocento e Novecento

    Pagina decisiva nella cultura italiana dal 1889 al 1938, tra eredità post unitarie e future premesse per la riorganizzazione dell’editoria italiana su basi industriali, la storia della casa editrice R. Bemporad & Figlio delinea lo sfondo teorico privilegiato entro cui riconsiderare lo sviluppo dell’illustrazione per l’infanzia nel libro non scolastico, calandolo direttamente nel suo contesto produttivo. È nell’avventura della Bemporad, dall’ascesa al declino, che tale sviluppo trova pieno chiarimento, legandosi alla mediazione editoriale, di cui pure è diretta espressione, non meno che alle sorti commerciali della casa editrice stessa. La sistematica analisi materiale dei cataloghi, delle collane e dei singoli volumi, non può così prescindere da una medesima attenzione alla corrispondenza, alle scritture sociali e amministrative, individuando nella parabola della Bemporad un modello di ricerca e di indagine tale da assurgere ad autentico paradigma.

    Disponibile anche in versione ebook a € 14,00.

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    Il volume presenta la storia poco conosciuta di Orlando Italo Griselli, scultore e pittore del Novecento italiano. Uno studio sul periodo futurista, che traccia un’idea abbastanza precisa della vita e dell’opera dell’artista, documentandola con fotografie e richiami alle vicende politiche del fascismo.
    Griselli sfiorò il futurismo a Firenze nel 1912 e lo sviluppò in Russia, a San Pietroburgo, a partire dal 1914, come testimonia la realizzazione del Ritratto di Marinetti presentato nel 1914 alla Galleria Sprovieri nell’Esposizione libera futurista internazionale.
    L’amicizia con Nathan Al’tman introdusse l’artista nel circuito delle avanguardie russe: nel 1918 partecipò al Piano di Propaganda monumentale voluto da Lenin per dimostrare la presenza comunista in ogni aspetto della vita pubblica e per sostituire le icone dello zarismo con nuovi riferimenti culturali e politici.
    Attraverso Griselli il libro ripercorre la vita degli Studi liberi di Pietrogrado in cui l’artista insegnò. Traccia alcune linee del futurismo russo degli anni della rivoluzione di cui Griselli fu l’espressione più innovativa nella scultura e documenta il Piano di Propaganda monumentale finito l’8 aprile 1919 con la rimozione del Monumento a Sof’ja Perovskaja eseguito da Griselli, ritenuto incomprensibile al popolo russo.

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    Il volume si propone di collocare la storia senese dell’Ottocento e del Novecento nel contesto generale della storia italiana ed europea, nel presupposto che il periodo 1870-1960 vada letto nel suo complesso come un insieme di fatti ed eventi designati convenzionalmente quali “età contemporanea”. I fatti salienti, caratteristici di essa sono individuabili  nell’industrializzazione;  nella società di massa;  nella costruzione dello stato moderno. Nella definizione di questa epoca possiamo tentare di ricomporre storicamente il posto occupato dalla città di Siena, in particolare per ciò che attiene al rapporto città/campagna.

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