Ordina per:
  • img-book

    Introduzione di Lorenzo Polizzotto

    Visitando il convento di San Domenico di Fiesole con la consapevolezza di osservare un edificio ex novo iniziato nel primo decennio del XV secolo, si ha la sensazione di guardare una fabbrica con delle importanti peculiarità: storiche, geografiche e dimensionali.
    Il complesso conventuale fiesolano non nasce da un progetto uniforme realizzato in pochi anni: secoli di lavori hanno profondamente riformato l’impianto iniziale. La sua storia edificativa si intreccia indissolubilmente con eventi primari della politica fiorentina, con la realtà di imporanti famiglie che hanno legato il loro nome e i loro “denari” al convento, senza tralasciare le trasformazioni dei rituali e le scelte operate dall’ordine domenicano.
    Dentro queste mura è racchiusa una storia complessa e affascinante.
    La ricerca che ha portato alla ricostruzione delle tappe edificative del complesso è iniziata a ritroso, come un puzzle da smontare pezzo per pezzo. A un’attenta analisi del patrimonio documentario del convento, sfociata nella scoperta di documenti inediti, quali atti notarili, che hanno permesso di stabilire degli archi temporali certi, si è unito un accurato esame delle strutture architettoniche. E’ stato così possibile confrontare le informazioni archivistiche con le realtà murarie odierne e con le tracce del passato ed ottenere plausibili e documentabili ricostruzioni edificative delle varie epoche, fino ad arrivare all’impianto iniziale.
    Un lavoro capillare che ha permesso di scrivere una credibile storia della chiesa e del convento di San Domenico di Fiesole, dal 1406 alla soppressione Napoleonica nel 1810.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Il volume è frutto della riflessione dell’autrice dopo anni di esperienza maturata nella Facoltà medica senese in quanto docente e ricercatrice.
    Grazie allo studio approfondito delle fonti archivistiche e delle collezioni mediche di strumentazione storico-scientifica conservate presso l’Università di Siena, vengono qui approfonditi i temi di storia della medicina moderna che Francesca Vannozzi insegna presso lo stesso ateneo. Lo studio si focalizza su una precisa area quale quella della bassa Toscana, ma ogni tema viene sempre messo a confronto con il più ampio panorama nazionale.
    Quest’opera, che si avvale anche del contributo di altri docenti e ricercatori, vuole essere un utile strumento per gli studenti di Medicina, in maniera che essi imparino a usare la storia della medicina come mezzo interpretativo delle attuali scienze mediche.

    Disponibile anche in versione eBook a € 13,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Memoriale vivace e avvincente quello di Niccolò Venerosi Pesciolini, brillante personaggio fino ad oggi poco noto che visse e operò nella Toscana e nell’Europa del XVI e XVII secolo.
    Originario di San Gimignano, il Pesciolini trascorse la sua lunga vita viaggiando: si occupò, in veste di mercante, di importanti traffici con la Spagna e il Portogallo, partecipò a imponenti campagne militari e rivestì prestigiosi incarichi diplomatici alla corte di Firenze, di Parigi e di Roma.
    Cavaliere dell’Ordine di Santo Stefano fu stimato e fidato uomo dei Medici che difatti si avvalsero più volte dei suoi servigi: nel 1596 fu scelto per accompagnare da Marsiglia a Firenze la nuova granduchessa Cristina di Lorena, sposa di Ferdinando I de’ Medici, mentre nel 1600 ebbe l’onore di accompagnare la nuova regina Maria de’ Medici con il suo seguito in Francia. Soggiornò alla corte di Enrico IV stringendo con i sovrani un forte legame di stima e di amicizia; e proprio per questo legame Cosimo II de’ Medici lo incaricherà di trasportare a Parigi la statua equestre di Enrico IV realizzata dal Giambologna.
    Amicizie, amori, ambascerie, battaglie: vita privata ed eventi storici si intrecciano sapientemente in un’autobiografia che avvicina il lettore ad alcuni dei più importanti protagonisti della storia della Toscana e dell’Europa del tardo Cinquecento e del primo Seicento.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Le grandi opere di pittura trecentesca e quattrocentesca presenti nel territorio di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Un’analisi attenta e scrupolosa, basata su ricerche di archivio, per riscoprire e far conoscere meglio grandi capolavori della pittura italiana spesso non sufficientemente apprezzati.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Il trasporto pubblico in un territorio isolato

    Stefano Maggi insegna Storia delle comunicazioni e Storia del territorio e dello sviluppo locale nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni recenti, si ricordano Le ferrovie (Il Mulino, 2007), Storia dei trasporti in Italia (Il Mulino, 2009). Con Nerbini ha pubblicato I trasporti in provincia di Siena e la mobilità sostenibile. Una ricerca applicata (2009).
    La ferrovia è stata fin dalle origini l’infrastruttura del trasporto collettivo: sulle strade si viaggiava e si viaggia soprattutto con mezzi privati, sui binari con mezzi in servizio pubblico. La presenza della linea ferroviaria è tanto più importante quanto più è forte l’isolamento: il caso di Volterra risulta emblematico in prospettiva storica, per la pressante richiesta, fra Otto e Novecento, di far salire la locomotiva in città. Dopo che il treno era arrivato a Saline nel 1863, il vapore simbolo di modernità raggiunse Volterra nel 1912.
    Il treno sulla Cecina-Volterra ha oggi ampi margini di miglioramento, considerandolo non solo per gli spostamenti pendolari ma anche per quelli saltuari e turistici. La ferrovia deve recuperare il ruolo di “ossatura” fondamentale del trasporto, con una gestione locale che unisca bus e treni, in modo da avviare un circolo virtuoso, tale da superare l’immagine di dismissione che ora si percepisce.

    ANTEPRIMA INDICE

     


  • img-book

    ed altre bischerate

    «Passano i giorni, le settimane, i mesi, le stagioni e aumentano via via le persone che mi scelgono come loro medico di famiglia. Tutte persone in gamba, coraggiose, direi quasi temerarie e con una buona dose di incoscienza, ovviamente, per scegliere me come medico e dico poco! Tra questo manipolo di temerari c’è anche una simpatica famigliola: Paolo, Simonetta e i loro due figlioli, Lorenzo e Francesca».
    E con loro il riottoso Gianni, la distratta Lucianina, Mario “i’ bestia”, l’insonne Bruna, e ancora molti personaggi spassosi e genuini che, tra un cappuccino e l’altro, si avvicendano nell’ambulatorio del medico Naldoni per una ricetta, un consiglio o solo un riconoscente saluto.
    Prendendo spunto dalla vita quotidiana e dall’esercizio della sua professione, con umorismo e verve tipicamente toscane, l’autore fiorentino ci regala una nuova serie di racconti che si muovono con leggerezza sulla sua viva e romanzesca città.


  • img-book

    ed altri

    «Sì, è vero, sono stato io a scrivere questo raccontino. L’ho scritto come scrivo sempre: con un lapis perché non so assolutamente usare il PC e poi perché mi piace tanto scrivere con il lapis, specialmente se appuntato con un coltello! Eh sì, ognuno di noi ha le sue fisime. Ho avuto però tanti aiuti e voglio ringraziarli tutti: i miei pazienti per primi: nei dialoghi ci sono le frasi che mi hanno detto tante volte; quando le scrivevo mi sembrava di farlo sotto la loro dettatura. Li voglio ringraziare anche perché sono ormai trent’anni che mi sopportano come medico…»
    Scivola via così il racconto di Roberto Naldoni, e appassiona per la sua freschezza, per la naturalezza dei dialoghi, per la sincerità del narratore. Fa sorridere, fa commuovere e si lascia leggere tutto d’un fiato: perché di “sore Gina”, a Firenze e nel mondo, ognuno di noi ne conosce almeno una e nei racconti di Naldoni c’è tutto lo spirito di quelle ‘mitiche’ figure che in mille città e paesi caratterizzano le vie di quartiere e riempiono il cuore di serenità.


    La sora Gina di: Naldoni Roberto  11,00
  • img-book

    Governo e organizzazione del territorio nella Toscana dei Lorena

    Fino agli inizi del Settecento, le campagne della Valdichiana, oggi lussureggianti, erano invase dalle acque che disordinatamente le impaludavano rendendole insalubri e inadatte ad essere coltivate. Il loro aspetto attuale è dovuto alle iniziative e alle opere faticosamente realizzate dai governi del Granducato di Toscana.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Un percorso simbolico a Firenze

    Un’attenta analisi di uno dei parchi più belli di Firenze nel contesto delle realizzazioni giardiniere ottocentesche. Un importante giardino storico che è aperto a molteplici letture in chiave simbolica.

    ANTEPRIMA INDICE


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi