La sora Gina

 11,00

ed altri

«Sì, è vero, sono stato io a scrivere questo raccontino. L’ho scritto come scrivo sempre: con un lapis perché non so assolutamente usare il PC e poi perché mi piace tanto scrivere con il lapis, specialmente se appuntato con un coltello! Eh sì, ognuno di noi ha le sue fisime. Ho avuto però tanti aiuti e voglio ringraziarli tutti: i miei pazienti per primi: nei dialoghi ci sono le frasi che mi hanno detto tante volte; quando le scrivevo mi sembrava di farlo sotto la loro dettatura. Li voglio ringraziare anche perché sono ormai trent’anni che mi sopportano come medico…»
Scivola via così il racconto di Roberto Naldoni, e appassiona per la sua freschezza, per la naturalezza dei dialoghi, per la sincerità del narratore. Fa sorridere, fa commuovere e si lascia leggere tutto d’un fiato: perché di “sore Gina”, a Firenze e nel mondo, ognuno di noi ne conosce almeno una e nei racconti di Naldoni c’è tutto lo spirito di quelle ‘mitiche’ figure che in mille città e paesi caratterizzano le vie di quartiere e riempiono il cuore di serenità.

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Edizioni Nerbini
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