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    Studi per i cento anni della RAMA (1913-2013)

    con saggi di Annalisa Giovani, Enrico Giunta, Federica Voltolini

    Il libro deriva da una ricerca svolta dall’Università di Siena per l’Amministrazione provinciale di Grosseto ed è diviso in due parti. La prima si occupa del passato e ripercorre la storia dei trasporti in Maremma, partendo con una testimonianza del viaggio di fine Settecento e occupandosi poi dell’Ottocento e del Novecento, con particolare attenzione alla Rete automobilistica maremmana amiatina (Rama), fondata nel 1913. La seconda parte ricostruisce il quadro del presente, con i dati statistici, la situazione delle ferrovie, la mobilità sostenibile, la comunicazione nei trasporti, per terminare con una descrizione dei viaggi sui mezzi pubblici a inizio XXI secolo.
    Sullo sfondo della ricerca ci sono i temi generali riguardanti il cambiamento della Maremma, un territorio che più di altri ha visto una completa trasformazione negli ultimi due secoli, quando la modernizzazione economica e sociale ne ha modificato del tutto la percezione interna ed esterna.

    Disponibile a breve anche in versione eBook a € 13,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

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    La grande viabilità in provincia di Siena

    Annalisa Giovani è dottore di ricerca in Scienze giuridiche storiche e sociali e lavora a progetti di ricerca applicata inerenti il servizio di trasporto pubblico. Dal 2010 è presidente di Opificio Chianti, associazione che gestisce le attività culturali dei quattro Comuni del Chianti senese. Dal giugno 2009 è assessore alla Cultura e Pubblica istruzione al Comune di Castelnuovo Berardenga.
    Il volume muove dal contesto generale delle politiche nazionali in tema di viabilità, sviluppatesi nel nostro Paese nella seconda parte del Novecento ed è frutto di una ricerca che ha interessato archivi nazionali e locali. Il nucleo centrale riguarda la grande viabilità senese contemporanea, disegnata all’indomani della faticosa decisione dell’itinerario dell’Autostrada del Sole nel sud della Toscana.
    Si analizzano il lungo dibattito sul passaggio dell’Autostrada del Sole e le compensazioni tese a evitare l’emarginazione di Siena (tra il 1966 e il 1972 si terminavano la Siena-Bettolle, la Siena-Firenze e la Siena-Grosseto, mentre la Cassia assumeva sempre più un ruolo marginale).
    Il testo si sofferma anche sulle ricadute produttivo-occupazionali nel territorio della moderna rete viaria, sempre in stretta relazione con il quadro nazionale e regionale.

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    Il trasporto pubblico in un territorio isolato

    Stefano Maggi insegna Storia delle comunicazioni e Storia del territorio e dello sviluppo locale nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena. Tra le sue pubblicazioni recenti, si ricordano Le ferrovie (Il Mulino, 2007), Storia dei trasporti in Italia (Il Mulino, 2009). Con Nerbini ha pubblicato I trasporti in provincia di Siena e la mobilità sostenibile. Una ricerca applicata (2009).
    La ferrovia è stata fin dalle origini l’infrastruttura del trasporto collettivo: sulle strade si viaggiava e si viaggia soprattutto con mezzi privati, sui binari con mezzi in servizio pubblico. La presenza della linea ferroviaria è tanto più importante quanto più è forte l’isolamento: il caso di Volterra risulta emblematico in prospettiva storica, per la pressante richiesta, fra Otto e Novecento, di far salire la locomotiva in città. Dopo che il treno era arrivato a Saline nel 1863, il vapore simbolo di modernità raggiunse Volterra nel 1912.
    Il treno sulla Cecina-Volterra ha oggi ampi margini di miglioramento, considerandolo non solo per gli spostamenti pendolari ma anche per quelli saltuari e turistici. La ferrovia deve recuperare il ruolo di “ossatura” fondamentale del trasporto, con una gestione locale che unisca bus e treni, in modo da avviare un circolo virtuoso, tale da superare l’immagine di dismissione che ora si percepisce.

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    La politica stradale italiana nell’epoca delle ferrovie (1850-1900)

    Il saggio ripercorre la politica sulla viabilità ordinaria dai primi decenni del Regno unitario all’inizio del XX secolo, una fase in cui l’Italia dovette concentrare le proprie forze nell’intento di darsi un’effettiva unità, non solo territoriale, e in cui ci fu il primo passaggio dal governo della Destra storica alla Sinistra. Questo tema si inserisce nella più generale problematica dello sviluppo delle comunicazioni nella prospettiva di una modernizzazione dello stato unitario, volto ad acquisire standard economici e culturali in linea con quelli dei più avanzati paesi occidentali.
    Oltre alla presentazione dettagliata dei costi e delle strategie amministrative e gestionali susseguitesi in quegli anni, sono evidenziati i dibattiti politici che tali tematiche sollecitavano.
    Una ricerca, a cavallo fra la storia economica e quella delle istituzioni, che riveste un deciso interesse storiografico poiché si inserisce in un settore finora ampiamente trascurato, nonostante la sua crucialità.

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    Il volume utilizza i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Siena (Dipartimento di scienze storiche giuridiche politiche e sociali) sul trasporto pubblico locale nella provincia di Siena, per presentare un’ipotesi di mobilità collettiva adeguata all’oggi e sostenibile.
    Le questioni trattate riguardano: la costruzione delle ferrovie e il servizio dei treni dall’Ottocento ai giorni nostri; le origini e lo sviluppo della grande viabilità in territorio senese; l’esame dei flussi di mobilità negli anni Duemila; la proposta di organizzazione del trasporto pubblico a “rete” e di velocizzazione dei treni per “agganciare” Siena all’alta velocità e farle superare la sensazione di isolamento.

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