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    Immagini e simboli cateriniani nella basilica di San Domenico in Siena

    La Cappella nella quale ancor oggi si mostra, attraverso la grata del tabernacolo, la testa di santa Caterina nella basilica di San Domenico di Siena, detta perciò anche “Cappella della Testa”, è uno dei luoghi sacri più prestigiosi della Città. Fu realizzata, per la definizione architettonica e la quasi totalità degli ornamenti, tra gli ultimi decenni del XV secolo e i primi del XVI, vale a dire nel periodo di massima fioritura artistica, in Siena più che nella stessa Firenze, delle immagini e dei pensieri d’ispirazione ermetico-alchemica suscitate in tale ambito dagli scritti di Marsilio Ficino. Ma, mentre all’ingresso del Duomo di Siena tale ispirazione si esplicita sin dalla prima tarsia della navata centrale con l’immagine del “precursore” egizio Ermete Trismegisto colto nell’atto di affidare lettere e leggi sacre, rispettivamente, al Faraone e al Sommo sacerdote, nella cappella della basilica domenicana tanto l’anonima tarsia del pavimento che gli affreschi del Sodoma alle pareti parlano un linguaggio ermetico-alchemico assai meno scoperto, meno facilmente comprensibile: come bene si evince dalla mancanza, a tutt’oggi, di un’esegesi integrale sufficientemente argomentata che ne spieghi il valore simbolico tanto dei particolari come dell’insieme. Gioachino Chiarini ci propone ora un itinerario complesso quanto documentato grazie al quale si fa evidente la verità sostanziale che lega la tarsia pavimentale agli affreschi ed entrambi alla vita e al pensiero della Santa che guarda dall’altare: la tarsia con precisi riferimenti alle travolgenti pagine finali del Dialogo della divina Provvidenza, capolavoro della mistica medioevale, gli affreschi del Sodoma nell’esaltazione di alcuni momenti cruciali della vita di Caterina riportati dalle biografie della Santa.

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    Il volume è frutto della riflessione dell’autrice dopo anni di esperienza maturata nella Facoltà medica senese in quanto docente e ricercatrice.
    Grazie allo studio approfondito delle fonti archivistiche e delle collezioni mediche di strumentazione storico-scientifica conservate presso l’Università di Siena, vengono qui approfonditi i temi di storia della medicina moderna che Francesca Vannozzi insegna presso lo stesso ateneo. Lo studio si focalizza su una precisa area quale quella della bassa Toscana, ma ogni tema viene sempre messo a confronto con il più ampio panorama nazionale.
    Quest’opera, che si avvale anche del contributo di altri docenti e ricercatori, vuole essere un utile strumento per gli studenti di Medicina, in maniera che essi imparino a usare la storia della medicina come mezzo interpretativo delle attuali scienze mediche.

    Disponibile anche in versione eBook a € 13,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

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    La grande viabilità in provincia di Siena

    Annalisa Giovani è dottore di ricerca in Scienze giuridiche storiche e sociali e lavora a progetti di ricerca applicata inerenti il servizio di trasporto pubblico. Dal 2010 è presidente di Opificio Chianti, associazione che gestisce le attività culturali dei quattro Comuni del Chianti senese. Dal giugno 2009 è assessore alla Cultura e Pubblica istruzione al Comune di Castelnuovo Berardenga.
    Il volume muove dal contesto generale delle politiche nazionali in tema di viabilità, sviluppatesi nel nostro Paese nella seconda parte del Novecento ed è frutto di una ricerca che ha interessato archivi nazionali e locali. Il nucleo centrale riguarda la grande viabilità senese contemporanea, disegnata all’indomani della faticosa decisione dell’itinerario dell’Autostrada del Sole nel sud della Toscana.
    Si analizzano il lungo dibattito sul passaggio dell’Autostrada del Sole e le compensazioni tese a evitare l’emarginazione di Siena (tra il 1966 e il 1972 si terminavano la Siena-Bettolle, la Siena-Firenze e la Siena-Grosseto, mentre la Cassia assumeva sempre più un ruolo marginale).
    Il testo si sofferma anche sulle ricadute produttivo-occupazionali nel territorio della moderna rete viaria, sempre in stretta relazione con il quadro nazionale e regionale.

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    Il volume utilizza i risultati di una ricerca condotta dall’Università di Siena (Dipartimento di scienze storiche giuridiche politiche e sociali) sul trasporto pubblico locale nella provincia di Siena, per presentare un’ipotesi di mobilità collettiva adeguata all’oggi e sostenibile.
    Le questioni trattate riguardano: la costruzione delle ferrovie e il servizio dei treni dall’Ottocento ai giorni nostri; le origini e lo sviluppo della grande viabilità in territorio senese; l’esame dei flussi di mobilità negli anni Duemila; la proposta di organizzazione del trasporto pubblico a “rete” e di velocizzazione dei treni per “agganciare” Siena all’alta velocità e farle superare la sensazione di isolamento.

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    Il volume si propone di collocare la storia senese dell’Ottocento e del Novecento nel contesto generale della storia italiana ed europea, nel presupposto che il periodo 1870-1960 vada letto nel suo complesso come un insieme di fatti ed eventi designati convenzionalmente quali “età contemporanea”. I fatti salienti, caratteristici di essa sono individuabili  nell’industrializzazione;  nella società di massa;  nella costruzione dello stato moderno. Nella definizione di questa epoca possiamo tentare di ricomporre storicamente il posto occupato dalla città di Siena, in particolare per ciò che attiene al rapporto città/campagna.

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