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    Affari e affetti nella Prato del tardo Trecento

    Questo volume prende come punto di partenza la storia personale di Francesco di Marco Datini per raccontare la città di Prato. Il risultato è un affresco molto particolareggiato della vicenda di Datini estremamente moderna, suggestiva e avventurosa, assolutamente degna di un romanzo. In questo lavoro però la vicenda del Datini non è l’unica linea di lettura, anzi potremmo definirla un artificio narrativo. Raccontare il Datini serve per creare un’occasione, un momento di approfondimento per parlare dei modi di vivere dell’epoca, dei costumi locali e di quelli esotici, degli avvenimenti pubblici che fanno da sfondo alle vicende private del Datini. La seconda parte e la terza sono un invito a scoprire qualcosa di più su quel periodo.

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    Angelo Costa (1945-1970)

    Il volume ripercorre la storia di Confindustria dal secondo dopoguerra all’autunno caldo, e lo fa attraverso la ricostruzione della vicenda umana e professionale di Angelo Costa, che ne guidò le sorti per quasi un trentennio, attraverso due mandati – un primo dal 1945 al 1955 e un secondo dal 1966 al 1970 – accreditandosi come guida morale e punto di riferimento costante di quella che è stata da più parti riconosciuta come la “stagione eroica” dell’associazionismo industriale.
    Quando, nel lontano 1945, Costa venne chiamato a guidare le sorti della Confindustria della ricostruzione, anche in virtù della sua estraneità a ogni coinvolgimento con il regime, pochi avrebbero immaginato che il suo nome avrebbe segnato in modo indelebile una pagina cruciale della storia dell’industrialismo italiano, intrecciando la sua biografia con le vicende di un trentennio che ha cambiato per sempre il volto del paese.

    Disponibile anche in versione eBook a € 13,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

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    Politica, economia e religioni

    Europa e Mediterraneo costituiscono il filone di ricerca su cui si è mosso il progetto del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ in questi ultimi tempi. Pensare il Mediterraneo non è tanto pensare solamente al versante Sud dell’Europa. Significa piuttosto tentare di volgere uno sguardo attento a questo mare, «grande lago di Tiberiade» – così lo indicava Giorgio La Pira –, cercando di cogliere in esso il suo essere costitutivamente spazio di frontiera. Oggi il Mediterraneo rimane ancora luogo di confini, ma in un tempo caratterizzato da fondamentalismi, sia di matrice religiosa, sia di matrice politica ed economica. Il fondamentalismo, quale attitudine di affermazione di sé senza pensare all’altro, come pensiero dell’esclusione e del deprezzamento, è fenomeno che ci provoca e rende sempre più urgente la ricerca nel valorizzare tutti gli elementi di un nuovo sapere e di un nuovo vivere, che siano in grado di apprezzare e di cogliere motivi di incontro con l’alterità pur nella differenza e nella fatica di dialogare.

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