Ordina per:
  • img-book

    Immagini e simboli cateriniani nella basilica di San Domenico in Siena

    La Cappella nella quale ancor oggi si mostra, attraverso la grata del tabernacolo, la testa di santa Caterina nella basilica di San Domenico di Siena, detta perciò anche “Cappella della Testa”, è uno dei luoghi sacri più prestigiosi della Città. Fu realizzata, per la definizione architettonica e la quasi totalità degli ornamenti, tra gli ultimi decenni del XV secolo e i primi del XVI, vale a dire nel periodo di massima fioritura artistica, in Siena più che nella stessa Firenze, delle immagini e dei pensieri d’ispirazione ermetico-alchemica suscitate in tale ambito dagli scritti di Marsilio Ficino. Ma, mentre all’ingresso del Duomo di Siena tale ispirazione si esplicita sin dalla prima tarsia della navata centrale con l’immagine del “precursore” egizio Ermete Trismegisto colto nell’atto di affidare lettere e leggi sacre, rispettivamente, al Faraone e al Sommo sacerdote, nella cappella della basilica domenicana tanto l’anonima tarsia del pavimento che gli affreschi del Sodoma alle pareti parlano un linguaggio ermetico-alchemico assai meno scoperto, meno facilmente comprensibile: come bene si evince dalla mancanza, a tutt’oggi, di un’esegesi integrale sufficientemente argomentata che ne spieghi il valore simbolico tanto dei particolari come dell’insieme. Gioachino Chiarini ci propone ora un itinerario complesso quanto documentato grazie al quale si fa evidente la verità sostanziale che lega la tarsia pavimentale agli affreschi ed entrambi alla vita e al pensiero della Santa che guarda dall’altare: la tarsia con precisi riferimenti alle travolgenti pagine finali del Dialogo della divina Provvidenza, capolavoro della mistica medioevale, gli affreschi del Sodoma nell’esaltazione di alcuni momenti cruciali della vita di Caterina riportati dalle biografie della Santa.

    ANTEPRIMA  INDICE


  • img-book

    Introduzione di Lorenzo Polizzotto

    Visitando il convento di San Domenico di Fiesole con la consapevolezza di osservare un edificio ex novo iniziato nel primo decennio del XV secolo, si ha la sensazione di guardare una fabbrica con delle importanti peculiarità: storiche, geografiche e dimensionali.
    Il complesso conventuale fiesolano non nasce da un progetto uniforme realizzato in pochi anni: secoli di lavori hanno profondamente riformato l’impianto iniziale. La sua storia edificativa si intreccia indissolubilmente con eventi primari della politica fiorentina, con la realtà di imporanti famiglie che hanno legato il loro nome e i loro “denari” al convento, senza tralasciare le trasformazioni dei rituali e le scelte operate dall’ordine domenicano.
    Dentro queste mura è racchiusa una storia complessa e affascinante.
    La ricerca che ha portato alla ricostruzione delle tappe edificative del complesso è iniziata a ritroso, come un puzzle da smontare pezzo per pezzo. A un’attenta analisi del patrimonio documentario del convento, sfociata nella scoperta di documenti inediti, quali atti notarili, che hanno permesso di stabilire degli archi temporali certi, si è unito un accurato esame delle strutture architettoniche. E’ stato così possibile confrontare le informazioni archivistiche con le realtà murarie odierne e con le tracce del passato ed ottenere plausibili e documentabili ricostruzioni edificative delle varie epoche, fino ad arrivare all’impianto iniziale.
    Un lavoro capillare che ha permesso di scrivere una credibile storia della chiesa e del convento di San Domenico di Fiesole, dal 1406 alla soppressione Napoleonica nel 1810.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Le grandi opere di pittura trecentesca e quattrocentesca presenti nel territorio di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Un’analisi attenta e scrupolosa, basata su ricerche di archivio, per riscoprire e far conoscere meglio grandi capolavori della pittura italiana spesso non sufficientemente apprezzati.

    ANTEPRIMA INDICE


  • img-book

    Il complesso conventuale di San Domenico a Pistoia conserva un patrimonio d’arte di grande rilevanza. Esso è composto per lo più dagli affreschi che arricchivano la chiesa sin dall’epoca medievale e alcuni luoghi della vita comune, come la Sala capitolare, sin dai secoli XIII e XIV. Ma vi sono anche affreschi che ricordano le decorazioni dei chiostri avvenute in epoche successive come i cicli pittorici del portico della Maddalena di epoca secentesca e gli episodi della vita di san Domenico opera di Sebastiano Vini nel chiostro grande. A seguito delle diverse vicende che il convento subì negli otto secoli della sua storia, e in particolare a seguito del bombardamento che colpì il convento nell’ottobre del 1943, quasi nulla rimane oggi della decorazione del chiostro grande, tranne un prezioso affresco della Madonna che allatta, ora conservato nella sala dell’antico refettorio.
    Riguardo a tale patrimonio, da qualche anno è stata promossa una serie di ricerche e di studi, all’interno dell’attività culturale del Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ che ha sede nel convento. La pubblicazione che qui presentiamo è frutto di questa indagine che ha coinvolto, oltre a ricercatori di fama o docenti affermati, anche giovani studiosi e ricercatori che con passione hanno elaborato analisi e offrono l’esito della loro ricerca.
    L’intento del volume è quindi di proporre, pur nella frammentarietà del patrimonio artistico, un quadro di insieme che possa rendere possibile la valutazione e la valorizzazione del complesso nel suo essere custodia di tali tesori d’arte.

    ANTEPRIMA  INDICE


  • img-book

    Ci sono luoghi che trattengono i racconti del tempo passato silenziosamente racchiusi tra le fessure delle pietre usate nella costruzione, nelle tracce di colore degli affreschi, tra le volte dei chiostri, nelle architetture degli spazi di anditi che nei secoli hanno visto utilizzi e presenze diverse. S. Domenico di Pistoia è uno di questi luoghi, un convento, centro di vita comunitaria, luogo di preghiera e di azione liturgica, di predicazione e di studio connessi alla specifica caratteristica dell’Ordine domenicano dedito al servizio della Parola. Un complesso conventuale formato della chiesa, dei chiostri, dell’area di abitazione e dei luoghi della vita comune, costruito poco al di fuori delle mura della città nella prima metà del Duecento.
    La pubblicazione di questo volume – promossa e curata dal Centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ – ha come scopo l’indagine su momenti diversi di questa storia: è un tentativo di far luce su elementi e momenti di una vicenda poco conosciuta. Sulla base di documenti percorsi con attenzione, l’indagine si fa preziosa nell’offrire squarci di ricostruzione di una vicenda che si rivela affascinante: appaiono così improvvisamente frammenti della vita di una comunità nei secoli, con le sue luci e le sue ombre, soprattutto emerge la rete di legami che da questo luogo si dipartivano e a questo luogo convergevano nella realizzazione appunto di quel convenire che sta alla base di un ideale e di una missione e la vicenda di S. Domenico diviene un tassello che aiuta a comprendere meglio anche le vicende della città di Pistoia.

    ANTEPRIMA  INDICE


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi