Tracce di territorio (3)

TESTI VINCITORI DEL CONCORSO PER INEDITI “TRACCE DI TERRITORIO”

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    Questo volume dall’argomento originale racconta le gesta degli abitanti di Solesino, paese della bassa padovana e vera capitale del commercio itinerante nel Veneto meridionale.
    Raccogliendo testimonianze dai giornali d’epoca e dalla cronaca locale, l’autore ricostruisce nel suo lavoro la fisionomia di un paese noto nella zona come patria di commercianti “trafficoni” e venditori ambulanti. E dal momento che la cattiva fama sembra spesso accompagnare i paesi che hanno a che fare con i nomadi e gli ambulanti, appunto, ecco che emerge un ritratto colorito di gente scaltra dalla parlantina sciolta e la battuta pronta.
    Al di là dell’aneddotica, comunque, questo volume è un vero e proprio studio sulla situazione economica di un paese marginale, di campagna, che a un certo punto è stato sopraffatto dall’industrializzazione ma che, nel bene e nel male, ha sempre agito per tener viva la propria economia.

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    Le grandi opere di pittura trecentesca e quattrocentesca presenti nel territorio di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Un’analisi attenta e scrupolosa, basata su ricerche di archivio, per riscoprire e far conoscere meglio grandi capolavori della pittura italiana spesso non sufficientemente apprezzati.

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    Una comunità rurale nel Medioevo

    Molto rare sono le località che possono vantare una documentazione diretta e di prima mano come Vertova, borgo della media Val Seriana che nel 1200 era a capo di una federazione di centri di valle e costituiva il baricentro del locale distretto produttivo di panni.
    Il notaio Pietro Lorenzoni, vissuto nella seconda metà del XIII secolo, ha redatto giorno per giorno per conto dei suoi compaesani gli atti più importanti della loro vita economica e non solo: compravendite e locazioni di terre, atti di commissione di pannilana, affidi di bestiame, testamenti, mutui ad interesse. Nel contempo, attraverso la penna dello stesso notaio vengono alla luce gli atti del locale comune rurale, ente collegiale giurato da tutti gli abitanti maschi e maggiorenni a tutela delle proprietà collettive, pascoli e boschi in particolare, che costituivano il collante sociale e una risorsa economica di tutto rispetto. Avvalendosi dei registri pergamenacei di questo professionista duecentesco, l’autore utilizza alcune tra le più moderne tecniche di indagine per analizzare e ritrovare le strutture paesaggistiche, l’uso del suolo, le attività produttive e i rapporti creditizi di questa piccola, operosa realtà del medioevo italiano. L’attenzione passa poi a scoprire i meccanismi di quella vera e propria «democrazia di villaggio» di cui, per una località non cittadina, abbiamo qui una delle più precoci e vivaci attestazioni dirette. Si illuminano così i meccanismi elettorali e di autogoverno messi in atto con straordinaria lungimiranza politica dagli abitanti per salvaguardare la propria autonomia e identità.

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