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    Itala Mela, monachesimo e mondo

    Itala Mela, insegnante di lettere, fece della scuola la sua missione, in parallelo all’attività nella Fuci (primi anni Venti del secolo scorso) fino a quando la malattia infranse il progetto di una monacazione in Belgio per partecipare poi a una fondazione benedettina in Italia che si ispirasse al rinnovamento liturgico che si stava diffondendo. A poco a poco si impose, per inabilità all’insegnamento, la rinuncia alla cattedra statale. In casa – coi genitori prima, poi il padre e la zia non credenti – visse i voti dell’oblazione benedettina secolare consacrata, forte della Regola di san Benedetto che le dava il perimetro esterno di un cammino imperniato su una vocazione unica, nitida fin dal 1930: «La volontà di Cristo, che io sento imperiosa nel profondo della mia anima, è di trascinarmi, d’immergermi con Se stesso negli abissi della Santissima Trinità». Dopo lo sfollamento sull’Appennino durante il secondo conflitto mondiale, Itala riuscì a dedicarsi – in obbedienza al vescovo di La Spezia, la sua città – all’animazione del mondo culturale e cattolico tra il 1946 e il 1953, presenziando o seguendo da lontano le iniziative che suscitava. Alla sua morte è stato consensuale il riconoscimento della sua «immensa capacità di donazione umana» e dell’esercizio effettivo di amare verso tutti «con profonda tenerezza».

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    Sono state scritte molte biografie su Santa Caterina da Siena, come riconosce lo stesso Dell’Era poiché, come egli afferma, i suoi scritti, la sua figura dolcissima, hanno interessato tutti i tempi, a cominciare dalla Legenda maior del suo confessore, Raimondo da Capua, passando da quella monumentale del Joergensen, per arrivare a quella del Chiminelli; tuttavia, forse, nessuna si legge tutta d’un fiato come questa breve, lineare, del Dell’Era, in cui ogni capitolo – composto, di solito, da sole due o tre paginette – invoglia a leggere il successivo: il motivo è che il continuo variare del suo stile non si può prestare alla monotonia, anche perché l’Autore sa orchestrare abilmente situazioni ed episodi in modo che proprio tale variazione stilistica possa aver luogo; intendo dire che la solennità richiesta dalla descrizione di momenti mistici si stempera spesso nella dolcezza del lirismo di un affresco della natura, mentre altre volte la sua prosa diviene semplice, icastica, anche dialettale se si tratta di rappresentare scene della vita del popolo.

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    Fino agli anni Settanta il bibliofilo umanista Giorgio Antonio Vespucci è stato conosciuto soprattutto per i suoi legami con Marsilio Ficino e con il famoso nipote Amerigo. Solo in epoca più recente ha ottenuto la rilevanza che merita. Noto per la sua biblioteca, il Vespucci, tuttavia, fu ben più che un collezionista di libri e un proprietario di centinaia di manoscritti e incunaboli; proprio i suoi libri gli permisero di diventare uno stimatissimo erudito e un grande esperto delle lingue classiche. Per molti anni insegnò alla gioventù di Firenze, specialmente ai figli della nobiltà; in età avanzata, fu canonico e preposto del Duomo prima di vestire l’abito domenicano – e, val la pena di sottolinearlo, per mano di Savonarola in persona – ed entrare nel Convento di San Marco. Il suo nome però, come quelli di tutti gli altri Vespucci, si oscurò davanti alla fama del nipote Amerigo onorato dal nome del Nuovo Mondo, anche se non fu del tutto dimenticato. Gli studi recenti hanno evidenziato invece il suo grande contributo al Rinascimento fiorentino e italiano. Fu il pioniere del revival della drammaturgia latina classica e scrisse probabilmente la prima grammatica latina di stampo umanistico. In questo lavoro Karl Schlebusch ha raccolto tutti i documenti archivistici e non che riguardavano il Vespucci, per ricostruire la biografia più completa di uno dei personaggi più rilevanti del Rinascimento fiorentino.

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    Sulle orme di S. Maria Maddalena de’ Pazzi

    In occasione del quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita di santa Maria Maddalena de’ Pazzi (2 aprile 1566), La Santa Fiamma si propone di far meglio conoscere lo straordinario percorso storico e mistico della grande carmelitana fiorentina, «figura emblematica d’un amore vivo che rinvia alla dimensione mistica essenziale di ogni vita cristiana».
    «Santa Maria Maddalena de’ Pazzi rimane una spirituale presenza ispiratrice per le Carmelitane dell’Antica Osservanza. In lei esse vedono la “sorella” che ha percorso interamente la via dell’unione trasformante con Dio e che addita in Maria la “stella” del cammino verso la perfezione».
    «Questa figura luminosa manifesta a tutti la dignità e la bellezza della vocazione cristiana. Come, mentre era in vita, attaccandosi alle campane sollecitava le sue consorelle con il grido: “Venite ad amare l’Amore!”, la grande Mistica, da Firenze, dal suo Seminario, dai monasteri carmelitani che a lei si ispirano, possa ancora oggi far sentire la sua voce in tutta la Chiesa, diffondendo l’annuncio dell’amore di Dio per ogni creatura umana» (Benedetto XVI).

    Padre Gianfranco Tuveri è nato in Sardegna nel 1949. Entrò giovanissimo dai Carmelitani. Dal 1989 partecipò attivamente alla restaurazione del suo Ordine in Francia. Risiede attualmente a Nantes e dirige la rivista Près de la Source. Da diversi anni, lavora all’edizione francese degli scritti di santa Maria Maddalena de’ Pazzi.

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    con Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini da “Il Marzocco” a “Lacerba”

    Angelo Cecconi, più noto sotto lo pseudonimo di Thomas Neal, rappresentò, soprattutto in “La Voce”, quella numerosa schiera di autori che trovarono nel foglio di Giuseppe Prezzolini e di Giovanni Papini l’opportunità per esprimervi le loro idee e le loro considerazioni riguardo alla realtà che stavano vivendo, in un momento di particolare significato come quello dei primi anni del nuovo secolo. Questo lavoro nasce da un mannello di lettere e di biglietti inediti inviati da Giovanni Papini e da Giuseppe Prezzolini ad Angelo Cecconi, soprattutto durante gli anni della sua collaborazione a “Il Regno”, a “Leonardo”, a “La Voce” e a “Lacerba”. Quei documenti epistolari attestano non solo il loro rapporto di collaborazione ma anche i sentimenti di amicizia e di stima espressi nei confronti di un personaggio ‘minore’, da parte di coloro che delle vicende culturali di quegli anni furono invece i protagonisti di primo piano.

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    Una sorta di diario autobiografico che ricostruisce le tappe di un viaggio o, per meglio dire, di un’esperienza di vita. Il presente volume è il racconto dell’avverarsi di un sogno di equità e giustizia: la realizzazione nel cuore dell’India, quell’India dove le donne sono spesso sfruttate e maltrattate, di una fabbrica di camicie che ha dato lavoro e dignità a molte di esse. La descrizione del lavoro della missione francescana di Madaplaturuth, con la coraggiosa costanza delle sue suore a sostegno della condizione femminile locale e il racconto della loro esperienza imprenditoriale dietro questa fabbrica fanno di questo testo quasi un romanzo.
    La narrazione di una toccante esperienza di vita e anche di fede, dove per la prima volta questo spicchio d’India è un esempio di globalizzazione positiva.

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    Disponibile anche in versione eBook a € 9,50 (sotto il pulsante ACQUISTA).


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    illustrazioni di Mina Anselmi
    prefazione di Bruno Secondin

    «Signore, hai posto su di me la tua mano.
    Mi hai toccato col tuo fuoco, e vivo in una freschezza che è ravvivata dall’infrangersi della tua luce.
    Tutto è in me. Mi hai fatto percorrere un cammino che era te stesso: lo Spirito ne rende in me testimonianza.
    E il tuo Spirito è stato Colomba, Fuoco, Nuvola, Acqua, Vento, Colonna, Fiamma.
    La tua comunicazione è divenuta per me più necessaria che la luce alle tenebre, e per questa luce che mi trasporta in una pace indefinibile e in una semplicità così ricca che più nulla mi manca, accolgo la tua volontà divenuta per me amore: entro nelle tenebre per tuo compiacimento.
    Con la tua sola grazia.
    Ti chiedo soltanto in dono di riposare così, come in me, in tutte le creature, e di dilatarti eternamente in esse».

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    Il volume presenta la storia poco conosciuta di Orlando Italo Griselli, scultore e pittore del Novecento italiano. Uno studio sul periodo futurista, che traccia un’idea abbastanza precisa della vita e dell’opera dell’artista, documentandola con fotografie e richiami alle vicende politiche del fascismo.
    Griselli sfiorò il futurismo a Firenze nel 1912 e lo sviluppò in Russia, a San Pietroburgo, a partire dal 1914, come testimonia la realizzazione del Ritratto di Marinetti presentato nel 1914 alla Galleria Sprovieri nell’Esposizione libera futurista internazionale.
    L’amicizia con Nathan Al’tman introdusse l’artista nel circuito delle avanguardie russe: nel 1918 partecipò al Piano di Propaganda monumentale voluto da Lenin per dimostrare la presenza comunista in ogni aspetto della vita pubblica e per sostituire le icone dello zarismo con nuovi riferimenti culturali e politici.
    Attraverso Griselli il libro ripercorre la vita degli Studi liberi di Pietrogrado in cui l’artista insegnò. Traccia alcune linee del futurismo russo degli anni della rivoluzione di cui Griselli fu l’espressione più innovativa nella scultura e documenta il Piano di Propaganda monumentale finito l’8 aprile 1919 con la rimozione del Monumento a Sof’ja Perovskaja eseguito da Griselli, ritenuto incomprensibile al popolo russo.

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    Un Vescovo nell’Italia nascente

    Monsignor Pio Alberto Del Corona, nato a Livorno nel 1837, fu ordinato Vescovo di S. Miniato nel 1874 da Pio IX. Si ripubblica la prima biografia, scritta subito dopo la morte di Mons. Pio, avvenuta nel 1912, da un suo amico Domenicano, il Padre Lodovico Ferretti. A suo tempo tale testo aveva goduto di discreta fortuna, tanto che il Beato Cormier, allora Maestro Generale dei Domenicani, l’aveva tradotto in francese, inserendo ampliamenti e riflessioni. L’attuale edizione è arricchita da altri testi: due capitoli tratti dalla biografia di Padre Cormier, un opuscolo scritto da Ambrogio Luddi e, in appendice, un aggiornamento storico. Ripresentando testi del passato, il curatore, Marco Marrocchini, ne ha reso il linguaggio accessibile al lettore odierno e ha inserito numerose note di carattere esplicativo per rendere il testo totalmente comprensibile anche a chi non avesse una cultura teologica, liturgica e storica.

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    del Convento di San Domenico di Fiesole

    Accanto ad altre lodevoli iniziative che hanno lo scopo di celebrare i 600 anni di vita del convento dei Frati Predicatori di S. Domenico di Fiesole nei pressi di Firenze, vi è questa pubblicazione che mira soprattutto a ricostruire attraverso una raccolta di profili biografici, da fonti autorevoli, frammenti di una storia ecclesiale tanto gloriosa quanto sconosciuta.

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    Un percorso teologico

    Il percorso umano e teologico di M.-D. Chenu (1895-1990), teologo domenicano francese, e la sua evoluzione e maturazione, sviluppatesi attraverso l’influsso dei grandi maestri di Le Saulchoir, ma anche grazie al continuo confronto con le vicende storiche (i segni dei tempi), verso le quali coltivava un’attenzione particolare. Una maturazione che ha attraversato varie tappe: dall’esperienza di Le Saulchoir all’impegno con la Jeunesse Ouvrière Catholique (JOC), dalla collaborazione alla Mission de France e alla Mission de Paris alla solidarietà con i preti operai e con i movimenti attivi nel mondo del lavoro, dal Concilio Vaticano II alle ultime riflessioni del dopo-Concilio. Il suo itinerario mette in evidenza come tutte le fasi di questo processo risultino legate da un coerente sviluppo che ha avuto – come filo rosso – un unico criterio di fondo a cui Chenu ha ispirato sempre la sua ricerca teologica e la sua prassi pastorale: la storia quale luogo della Parola di Dio, una storia umana che è anche storia santa, in quanto visitata dal fatto storico dell’Incarnazione.

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    Padre Armando Felice Verde

    Le dimensioni dell’amicizia e dello studio sono due tra gli elementi emersi nel corso della giornata dedicata ai festeggiamenti per l’ottantesimo compleanno di padre Verde quali aspetti caratterizzanti la sua opera e l’intero suo percorso di vita.

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