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    Geopolitica, guerre, religioni

    L’attenzione ai processi storici e sociali che attraversano l’Europa nel quadro delle relazioni mondiali si radica nel convincimento che all’interno dei contraddittori percorsi storici dell’umanità si attua una storia di salvezza, irraggiata in quelli che il Vaticano II ha definito «i segni dei tempi» che rinviano ad una chiamata di Dio rivolta a tutta l’umanità. Abbiamo anche sempre sottolineato come un punto privilegiato di osservazione per le questioni che interessano tutta l’umanità e la vita del pianeta dovesse essere il Mediterraneo, perché questo mare segna confini ma unisce anche mondi diversi, storicamente in relazione. Tra le sponde di questo mare si possono cogliere processi di portata universale in un mondo interconnesso come mai prima. La sua storia, il suo passato, ma anche il suo presente, se osservati con attenzione, ci permettono di comprendere quanto sta avvenendo e come poter agire. I processi di rivolgimento che investono da anni l’intera area medio-orientale e il Magreb evidenziano certamente le inquietudini dei popoli, ma sono non meno determinati anche dagli interessi economici, soprattutto dei paesi occidentali, che ruotano attorno alla ricchezza di combustibili fossili presenti in quelle regioni. Dal nostro punto di vista, non possiamo non continuare ad interrogarci sulla possibilità di relazione tra culture e religioni attorno al «grande lago di Tiberiade» – riferimento evangelico con cui Giorgio La Pira indicava il mare Mediterraneo.

     

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    Mediterraneo, mare di confini

    Oggi il mare – il Mediterraneo – è il luogo dove ribollono i diritti del futuro, quel “mare di mezzo” che divide, unendole, Asia, Africa ed Europa, e quello spazio prossemico, all’incrocio delle diverse civiltà, nel quale le antiche prerogative sfumano nel dolore dei tanti migranti che vi trovano la morte cercando di raggiungere la loro terra promessa, mentre le nuove hanno invece gli occhi, le lacrime e i sorrisi dei tanti che ce la fanno e che si alzano in piedi a sfidare le nostre convenzioni acquisite.
    È a partire da questa constatazione che il Centro Studi Espaces ‘Giorgio la Pira’ e l’Associazione per la ricerca sociale Poiein-Lab hanno deciso di promuovere nel convegno In rotta per la cittadinanza – Laying up for citizenship tenutosi a Pistoia nei giorni 24-26 e 29 novembre 2014, una serie di riflessioni, incontri e suggestioni artistiche con l’obiettivo di contribuire a fare della città di Pistoia, e simbolicamente della miriade di piccole realtà locali che condividono il tessuto sociale e culturale europeo, una “città sul Mediterraneo”. È un contributo alla costruzione dal basso di un reale percorso di confronto su quelli che saranno i futuri confini della cittadinanza italiana ed europea.

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    Un percorso biblico leggendo il presente

    Si pone urgente oggi opporre, al fatalismo di chi propone un percorso della storia come predominio dei più forti e dei più ricchi a scapito di tutti gli altri, la proposta di vie alternative nella prospettiva della giustizia e dell’accoglienza. Ci avvertiamo così non destinati a vivere contro l’altro o senza l’altro, ma spinti a ritrovare nelle propria eredità culturale e religiosa le energie più profonde per aprirsi all’incontro e ad una società più giusta in cui le diversità possano essere occasione di dialogo e di colloquio comune nella pace. L’incontro con lo straniero costituisce così una tra le principali sfide per la costruzione di un futuro di convivenza a livello di popoli, culture e religioni.
    Le riflessioni che in questo testo vengono presentate sono sorte nel quadro di un convegno di formazione promosso dalla Caritas di Vicenza per i propri operatori nel febbraio del 2011, poi rielaborate e predisposte per la stampa. Costituiscono quindi una riflessione per quanti desiderano vivere con maggiore consapevolezza un presente sempre più segnato dall’esperienza dell’incontro con lo straniero. Nel tempo difficile in cui sembrano prevalere messaggi di rifiuto e di incomprensione dell’altro, la Bibbia, letta come testo di fede ma anche di profonda umanità, può offrire criteri e orientamenti per attuare scelte di libertà e coraggio di fronte alla chiamata dell’altro nel nostro presente.

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    Identità, alterità, accoglienza

    Dopo la pubblicazione del volume Migrazioni, segno dei tempi in cui il tema delle migrazioni era studiato attraverso la lente dell’economia, dei diritti umani e delle politiche sociali, il centro Espaces ‘Giorgio La Pira’ di Pistoia propone in questo volume una serie di contributi che guardano alle migrazioni come provocazione a ripensare il rapporto con l’altro nelle nostre società. La domanda si sposta dal piano delle analisi sociologiche ed economiche al livello della cultura che innerva atteggiamenti di sospetto, di rifiuto o, per contro, di accoglienza e di ospitalità nei confronti dell’altro.
    Il passaggio da un universo in cui sostanzialmente vigeva un’uniformità culturale a un mondo percepito come “pluriverso”, non più stabile o immaginato tale, ma in movimento e connotato da confini labili e porosi, apre a nuove domande che riguardano la percezione che ciascuno ha dell’identità, il cammino da percorrere a livello individuale e collettivo per incontrare e accogliere l’altro, la questione dei possibili percorsi di ostilità e ospitalità nella vita sociale e individuale. Il volume raccoglie contributi che intersecano diverse competenze ed ambiti di riflessione: da quello filosofico a quello biblico e teologico, a quello interreligioso, a quello filosofico-politico.
    I percorsi proposti intendono essere un contributo per interpretare le migrazioni oggi quale opportunità per la costruzione di una società aperta, capace di accogliere lo straniero e di valorizzare le diversità come arricchimento dell’identità di ciascuno.

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    Economia, diritti, politiche sociali

    Il fenomeno delle migrazioni ha caratterizzato e continua a caratterizzare la storia dell’umanità fin dalla notte dei tempi.
    Rileggendo l’origine, l’entità e le motivazioni dei flussi migratori si possono rivedere i principali eventi della nostra epoca. Il migrare dai paesi della povertà alla ricerca di una fuga dalla miseria o coltivando la speranza di un futuro migliore si propone oggi in modalità per molti aspetti originali nel mondo della globalizzazione: «I volti e le storie dei migranti ci raccontano le tragedie che ancora oggi affliggono molti popoli, le loro povertà, i loro bisogni, le loro speranze».
    Il volume indaga il fenomeno da molteplici punti di vista perché molteplici sono le motivazioni che hanno spinto e spingono tutt’ora a migrare; l’intento degli autori è di far riflettere il lettore facendogli abbandonare, qualora ne abbia, pregiudizi e stereotipi legati al mondo della migrazione. I migranti non rappresentano una minaccia per la nostra sicurezza ma rappresentano la globalizzazione in maniera concreta e forniscono un esempio della «corsa interminabile per la sopravvivenza, la capacità dell’uomo e della donna di non arrendersi di fronte ai drammi della vita».

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