Quaderni di Valserena (6)

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    Il Verbo che si fa breve, il Verbo che si fa Parola, la Parola che si fa Scrittura, la Scrittura che si fa bacio.
    Il mistero dell’Incarnazione è la prima rivelazione che Cristo ha fatto di sé a Bernardo, rivelazione che spiega la sua vocazione alla vita monastica, che sostiene il suo ministero di abate, che dà luce al suo compito di predicatore della Parola e forza al ruolo di costruttore dell’Europa, diventando il punto sorgivo della sua contemplazione e del suo servizio alla Chiesa.
    Presentiamo qui l’arco dei sermoni per il tempo liturgico che abbraccia il mistero della Natività fino alle tre manifestazioni dell’Epifania: la nascita, il Battesimo di Gesù e le nozze di Cana. In essi mentre si illumina il mistero del Verbo immenso fatto Bambino, della sua regalità del suo sacerdozio, viene alla luce il mistero della creatura umana creata a sua immagine e il mistero della Chiesa grembo della sua rigenerazione dalle fonti della misericordia.
    La teologia di Bernardo nasce dalla sua esperienza della liturgia nella comunità monastica e ad essa è rivolta, come pure è rivolta a tutti coloro che seguono il Verbo incarnato con lo stesso cuore umile e appassionato del cantore di Maria.

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    Dal VI secolo la Regola di San Benedetto ritma il quotidiano di numerose comunità monastiche nel mondo. Serve anche come guida a laici che si riconoscono nella spiritualità benedettina e, fenomeno recente, a capi di impresa. In un’esplosiva introduzione, Dom Guillaume disegna quindici secoli di epopea e di influenza benedettina. Per lui il monachesimo incarna la sintesi più compiuta del cristianesimo rispondendo a tre campi in cui la sete dei nostri contemporanei è profondamente viva: la spiritualità, la teologia e l’arte di vivere. Da qui nasce il suo credo che stupirà molti: il XXI secolo sarà monastico, o non sarà.

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    con un’antologia di testi

    La misericordia è il balsamo che si effonde con il nome di Gesù, è il nome di uno dei piedi di Dio, l’altro piede è la giustizia; il loro passaggio lascia nell’anima la traccia della speranza e del timore. La misericordia è il dono del Padre per le molte miserie dell’umanità, è il carattere che distingue la persona di Cristo, è il manto della Madre di misericordia, è il frutto del dono dello Spirito.
    Nel volume cui il lettore si accosta viene seguito il filo rosso di questo tema in testi biografici su san Bernardo, in qualche sua lettera, nelle prime opere sull’umiltà, in alcuni sermoni sul Cantico della maturità e, infine, in altri sermoni liturgici dove la misericordia diventa il pane quotidiano; tutti modi di orchestrare un unico pensiero.
    I testi qui presentati, tutti tradotti in italiano, costituiscono una piccola antologia ragionata del pensiero di san Bernardo sulla misericordia nell’anno santo ad essa dedicato.

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    Testimonianza e profezia della vita monastica

    Introduzione di Mons. Dante Carolla

    Un libro che parla della vita monastica, ma non solo per monaci e monache. Un libro per tutti, che alla scuola di san Benedetto e della sua Regola ricerca e propone, a tutti, una via per camminare sui passi di Dio.
    Nel contesto culturale odierno la vita monastica osa ancora, umilmente, proporre una strada verso la pienezza dell’umano che si realizza quando l’uomo si apre all’Eterno e s’incontra con Dio. S. Benedetto nel Prologo la chiama la “via della vita”, via di autenticità e di libertà, su cui imparare pienamente ad amare, a riconoscere il senso ultimo all’esistenza che dà respiro a ogni istante.
    Monaci e monache sono un modello irrinunciabile di umanità perché non si accontentano del provvisorio, del precario, del parziale, ma puntano decisamente al Definitivo, all’Eterno, al Tutto. In queste pagine noi percepiamo i protagonisti della vita monastica come persone pienamente umane, esigenti, che amano la vita, desiderose di pienezza e di completezza, che vivono intensamente e interamente la categoria del desiderio. Sono soggetti che tendono a costruire, attraverso la regola, l’unità della loro persona in un mondo e in una cultura segnati dalla frammentazione. Sono persone capaci di una maturità affettiva che le mette in grado di esercitare una vera e propria paternità e maternità. Uomini e donne che, perciò, indicano a tutti, anche a chi non è monaco o monaca, l’unica grande speranza.

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    La vita contemplativa oggi

    Introduzione di Madre Rosaria Spreafico, Badessa di Vitorchiano

    Nell’anno dedicato alla Vita Consacrata, proponiamo alcuni degli interventi che Madre Cristiana ha prodigato al tema della contemplazione, per guardare con gratitudine al passato, per ricavarne speranza per il domani e forza di carità per il presente.
    La vicenda di Madre Cristiana Piccardo (nata nel 1925) racconta di un impegno in favore della Chiesa e del monachesimo svolto in speciale umiltà. Passata dalla Delegazione Nazionale delle giovanissime di Armida Barelli alla nascente trappa di Vitorchiano, nella quale è stata badessa per ventiquattro anni attuandovi il rinnovamento voluto dal Concilio, è divenuta in seguito superiora e poi maestra del monasticato nella trappa di Humocaro in Venezuela.
    Il tema della vita contemplativa è svolto seguendo le tappe del suo cammino. I testi qui presentati riportano l’insegnamento della Madre alle sue comunità, dal 1969, inizio dell’abbaziato e anno della Venite seorsum, fino quasi ai nostri giorni, al 2008, quando i medesimi contenuti vengono analizzati dalla stessa badessa, oramai emerita, nel corso di alcune conferenze tenute a Quilvo in Cile.
    Gli spunti di riflessione raccolti in queste pagine sostengano la presa di coscienza della forza storica e profetica dell’identità contemplativa.

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    La comunità monastica di Valserena desidera offrire al grande pubblico questa antologia di testi, che speriamo essere il primo della serie completa, proprio in occasione dei 900 anni di fondazione dell’abbazia di Clairvaux, di cui Bernardo fu il primo Abate. Sono pagine che dischiudono il tesoro dei sermones liturgici e che permettono di sostare, con l’intelligenza e con il cuore, su di un tema decisivo e radicale per la spiritualità cistercense. L’Ascensione del Signore Gesù, infatti, rimane sintesi e compimento dell’Incarnazione, completamento assoluto del mistero pasquale in quanto preambolo necessario per il dono dello Spirito e pienezza di tutte le solennità liturgiche.
    Nell’opera complessiva di Bernardo si potrebbe dire che i sermoni liturgici costituiscono un luogo di sintesi, così come la liturgia è un luogo di sintesi dell’esperienza cristiana, dove la Parola di Dio, ricevuta nella Chiesa mediante la celebrazione liturgica, edifica il nuovo soggetto cristiano capace di dare gloria a Dio e di trasformare la storia in storia di redenzione.
    Questa prima pubblicazione italiana dei sermoni sull’Ascensione offre al lettore l’insieme di sermoni forse più amato dal Doctor Mellifluus. Dalla contemplazione del mistero dell’Ascensione, infatti, nasce tutto il programma monastico di san Bernardo: l’umiltà cristiana come via della vera ascesi cristiana, che non è sforzo moralistico, ma sequela intelligente e appassionata del Verbo fatto carne, unica via di ritorno al Padre.

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