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    Il Corriere dei Piccoli e il primo Conflitto Mondiale (1915-1918)

    PREMIO INTERNAZIONALE CIRSE 2014

    Allo scoppio della Prima guerra mondiale il Corriere dei Piccoli, supplemento domenicale illustrato del Corriere della Sera, mostrò all’opinione pubblica nazionale come un semplice giornaletto potesse trasformarsi in un efficace strumento propagandistico. Proprio in virtù della sua straordinaria efficacia comunicativa e della sua immediata chiarezza, il messaggio mobilitante rivolto all’infanzia fu diffuso all’interno di quello che è stato così ben definito dallo storico Antonio Gibelli come il “popolo bambino”. La scoperta che il modello comunicativo destinato all’infanzia, caratterizzato dalla presenza di contenuti elementari e dall’ampio uso delle immagini, era destinabile senza troppi aggiustamenti anche alle masse popolari, infatti, finì col contaminare durante il conflitto tutta l’industria culturale rivolta agli adulti e con l’influenzare pesantemente nel dopoguerra la macchina propagandistica fascista, che intensificò ulteriormente il gioco delle contaminazioni tra adulti e bambini.
    Fabiana Loparco si è laureata in Scritture Giornalistiche e Multimedialità presso l’Università degli Studi di Lecce nel 2008. Attualmente studia i processi di nazionalizzazione dell’infanzia nella prima metà del XX secolo.

    Disponibile anche in versione eBook a € 14,00 (sotto il pulsante ACQUISTA).

    Motivazioni del Premio Internazionale CIRSE 2014

    Il volume presenta i risultati di un’originale e assai documentata ricerca che per la prima volta ricostruisce in modo sistematico e organico l’operato e le iniziative messe in campo dal celebre periodico per l’infanzia il «Corriere dei Piccoli» nel corso del primo conflitto mondiale, facendo emergere come quello che costituiva il supplemento domenicale illustrato del quotidiano milanese «Il Corriere della Sera» abbia assunto le caratteristiche e movenze di un peculiare quanto efficace strumento di propaganda bellica e, nel contempo, abbia reso possibile la comprensione da parte del mondo dell’infanzia di un evento tragico e spesso indecifrabile, perché inesorabilmente legato alle scelte del mondo adulto, qual è la guerra. Sospeso tra le esigenze della «infantilizzazione della guerra» e quelle della «militarizzazione dell’infanzia», il «Corriere dei Piccoli», come l’Autrice sottolinea con dovizia di argomentazioni e con indubbia efficacia interpretativa, mise a punto e contribuì a diffondere una proposta educativa e di animazione/mobilitazione dell’infanzia destinata poi ad essere ripresa e rilanciata con forza, negli anni Venti e Trenta, dalla propaganda fascista

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    Nella delicata fase della Guerra dei Trent’anni, l’azione diplomatica ispirata da Urbano VIII, papa dalla tempra ferrea, era tesa a salvaguardare le prerogative della Sede apostolica e l’indipendenza dei vescovi contro le tentazioni egemoniche dei sovrani assoluti del tempo.

    Il diplomatico umbro Bernardino Campello, collaboratore per lungo tempo di uno degli ambasciatori di Urbano VIII, darà un contributo a questa impostazione attraverso tre importanti mis­sioni: presso la Corte sabauda prima, nel Du­cato d’Urbino poi e infine alla Corte di Madrid, dove per lungo tempo sostituirà il nunzio gravemente malato. Sarà quest’ultima missione ad aprirgli la carriera diplomatica ma, con una scelta inaspettata, vi rinuncerà per occuparsi delle sorti del suo casato privo di discendenti.

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