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    Arnone Vincenzo, Fiore Elio, Tabanelli Giorgio, Rebora Clemente, Soldini Maurizio, Landoni Elena, Lazzerini Di Florio Simonetta, Tosto Francesco Diego, Rotondo Arianna, Saba Umberto, Lovascio Antonio, Cardarelli Vincenzo,

ISBN: 978-88-6434-321-1
COD: STDF2602 Categoria:

Sulle tracce del Frontespizio
n. 3/2015

di: Arnone Vincenzo, Fiore Elio, Tabanelli Giorgio, Rebora Clemente, Soldini Maurizio, Landoni Elena, Lazzerini Di Florio Simonetta, Tosto Francesco Diego, Rotondo Arianna, Saba Umberto, Lovascio Antonio, Cardarelli Vincenzo,

INDICE

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Informazioni editoriali

ISBN: 978-88-6434-321-1
SKU: STDF2602
Collana: Riviste/Sulle tracce del Frontespizio
Data di pubblicazione: dicembre 2015
Pagine: 36

L' Autore
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1945

Don Vincenzo Arnone, nato nel 1945 a Favara (AG), abita a Montebonello (Pontassieve - FI), dove è parroco.

Laureato in lettere moderne presso L’università La Sapienza di Roma, rivolge le sue maggiori attenzioni verso tematiche letterarie e religiose, nella saggistica e nella narrativa. É docente incaricato del Corso di Bibbia e letteratura presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale.
Collabora a riviste e giornali letterari: Avvenire, Vita pastorale, Il nostro tempo, Il governo delle cose, Toscana oggi...
Nell’ambito del Sinodo diocesano di Firenze del 1989-92, ha curato il Gruppo sinodale degli scrittori fiorentini (Luzi, Pampaloni, Saviane, Doni).

Ha tenuto un Corso di Letteratura italiana del Novecento di ispirazione cristiana nelle Facoltà Teologiche di Firenze e di Palermo.

Pubblicazioni di Arnone Vincenzo
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1885-1957

Clemente Rebora nacque a Milano nel 1885. Educato laicamente secondo i principi mazziniani, visse una giovinezza inquieta alla ricerca di una dimensione trascendente raggiunta (dopo la prima guerra mondiale, la collaborazione alla “Voce” di Prezzolini e un amore intenso) nell’ordine rosminiano. Sacerdote dal 1936, si isolò completamente dalla vita culturale tornando alla poesia negli ultimi anni prima di una dolorosa infermità. Morì a Stresa nel 1957.

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1883-1957

Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883 da madre ebrea che viene abbandonata dal marito e di questa situazione ne soffre crescendo tra conflitti familiari ed una infanzia segnata dalla malinconia e dalla lontananza dal padre, girovago ed eterno scontento. La carriera scolastica è alquanto irregolare, abbandona il ginnasio e frequenta solo per poco tempo l'Imperial Regia Accademia di commercio e nautica, interrompendola per impiegarsi in una azienda commerciale. Si imbarca come mozzo su un mercantile. Adotta, al posto del cognome paterno (Poli), lo pseudonimo Saba (che in ebraico vale per: pane). Nel 1911 sposa Lina da cui avrà una figlia. Dopo la prima guerra mondiale apre a Trieste una piccola libreria antiquaria che sarà l'attività pratica di tutta la sua vita e gli consentirà di vivere modestamente e di dedicarsi alla produzione poetica. Nel 1921 compone Il Canzoniere e dopo qualche anno Preludi, Autobiografia e I prigioni. Nel 1928 la rivista Solaria lo impone all'attenzione nazionale con un "Omaggio a Saba" ma l'affermarsi della stagione ermetica provoca il silenzio della critica sulla poesia di Saba. La sua fama sarà riconosciuta con i massimi consensi solo nell'ultimo dopoguerra. Le leggi razziali lo costringono a lasciare l'Italia e dopo un soggiorno a Parigi ritorna nel nostro paese e vive nascosto presso alcuni amici a Firenze e a Roma. D'altra parte non va dimenticato che degli anni nei quali scrisse le ultime cose ne passò sette sotto la minaccia razziale. È da sottolineare che Saba fu un fermo antifascista, per naturale disposizione del suo sentire, assai vicino alle posizioni della sinistra anche se con una ferma e serena coscienza di un poeta che per mezzo secolo ha realizzato una poesia che nel panorama del Novecento italiano è la più ricca di valori umani e sociali. È inoltre emblematico ricordare che Saba, già nel 1911, nel panorama letterario e culturale che gli si presentava davanti si sentiva "di un'altra specie". Nel 1945 ne Il Canzoniere (che Saba voleva intitolare Chiarezza), edito da Einaudi, viene raccolta e selezionata la sua produzione. Il 25 agosto del 1957 muore a Gorizia.

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1887

Vincenzo Cardarelli, nato Nazareno Caldarelli, è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano.

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