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    L’imponente opera scritta intorno al 1190 da Corrado, abate di Eberbach, è qui riproposta in italiano nell’interessante edizione di padre Riccardo Spreafico. Il testo è una raccolta agiografica in sei libri sulle origini dell’Ordine Cistercense. Definito dagli studiosi una teologia “per exempla” della storia della salvezza, presenta la Chiesa e, in essa, il monachesimo di Cîteaux come luoghi in cui si compie il disegno di Dio. Attraverso le gesta e la santità dei primi padri, i loro miracoli e i fatti prodigiosi che li vedono coinvolti, si mette in rilievo il valore sublime della vita cistercense in tutte le sue dimensioni, come via di conformazione a Cristo. Questo testo resta uno dei maggiori esempi di letteratura medievale,
    che combina la narrazione storica con la raccolta di racconti morali, un vero e proprio libro di istruzioni sulla fioritura dei cistercensi a Clairvaux.

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    «Gerusalemme». Questo nome evoca il modello della città biblica e la speranza dell’umanità peregrinante verso il suo Creatore. Nella città degli uomini, che è immagine della Gerusalemme promessa, non possono mancare «sentinelle» che risveglino la nostalgia di Dio in mezzo all’ordinario e frettoloso scorrere della vita metropolitana. Questa prospettiva spirituale fonda la vita delle Fraternità Monastiche di Gerusalemme che, anche in Italia, prima a Firenze, per volontà del cardinale Silvano Piovanelli, poi anche in altre città, hanno posto la loro tenda e cercano di curare un’oasi di preghiera contemplativa nel bel mezzo della frenesia urbana, per indicare a tutti, concittadini o uomini e donne di passaggio, la presenza di Dio nella città. Queste meditazioni, rivolte dal cardinale alle Fraternità Monastiche di Gerusalemme, costituiscono un vivace campo di riflessione per tutti coloro che cercano di cogliere il volto luminoso del Risorto, riflesso nella vita di tanti uomini e donne che vivono, amano, pregano, lavorano, cercano di tenere alta la Parola di vita nella città.

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    Un grazioso, piccolo libretto che racconta quasi a mo’ di favola la storia del personaggio biblico di Sara, moglie di Abramo, rendendola poeticamente viva. Nelle parole dell’autrice prende corpo, forse per la prima volta vera più che mai, una donna in carne e ossa, fatta di pensieri e sentimenti. Un testo poetico e sentito ravvivato dalle immagini di Franco Vignazia.

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    Un grazioso, piccolo libretto che racconta quasi a mo’ di favola la storia del personaggio biblico di Rebecca, moglie di Isacco, rendendola poeticamente viva. Nelle parole dell’autrice prende corpo, forse per la prima volta vera più che mai, una donna in carne e ossa, fatta di pensieri e sentimenti. Un testo poetico e sentito ravvivato dalle immagini di Franco Vignazia.

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    Nella Francia del XVII secolo, epoca di grande vitalità spirituale, le donne svolsero un ruolo determinante: mistiche, devote, riformatrici e fondatrici. Gli studi di storia della spiritualità ne ricordano diverse, ma le collocano in secondo piano rispetto ai personaggi maschili, teologi ed ecclesiastici. Questo libro fa conoscere in Italia le vicende e gli scritti di alcune di loro, vere storie di libertà, desiderata, sognata, a volte raggiunta: Marie de l’Incarnation, Madame de la Peltrie, Jeanne Mance, Gabrielle Suchon, che hanno trovato spazio per nuovi ruoli e nuovi stili di vita femminile. Il contesto socio-culturale e religioso del ’600 francese condizionava pesantemente l’autonomia e intraprendenza delle donne. Come hanno vissuto dietro queste sbarre? In che modo la fede religiosa ha costituito una risorsa per la loro ricerca di libertà e di autorganizzazione? Accostare questo mondo e queste domande può offrire anche oggi stimoli significativi per la ricerca. Si possono scoprire figure sorprendenti per intelligenza e coraggio, assai più vicine a noi di quanto si possa a prima vista pensare.

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    Il libro dei segni celesti è un piccolo gioiello manoscritto, opera in sé compiuta, già distinta, a suo tempo, dall’autore con questo nome. Raccoglie svariate liriche per lo più inedite, tutte caratterizzate da un intenso misticismo; alcune poesie fanno riferimento alla vita dell’autore, alla sua famiglia e al suo sentire profondo. Da questa raccolta è nata Polifonia sacra, riproposta in appendice al presente volume, che può forse, a buon diritto, essere considerata una delle più belle liriche religiose scritte nel Novecento. I “segni celesti” che danno il titolo alla raccolta sono i segni dello Spirito, quelli che hanno costituito la vocazione sacerdotale dell’autore. La varietà di scelte stilistiche e di forme che caratterizzano la raccolta sono l’esempio della costante sperimentazione che ha sempre distinto la produzione letteraria di Dell’Era, permettendogli di sfuggire a qualsiasi tentativo di classificazione. Di certo, comunque, lo stile letterario di queste elegie può definirsi affine alla poesia salmodica, segno della formazione religiosa del poeta, e rappresenta un esempio di fede integro e sincero.

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    La vita monastica ha un messaggio da offrire al mondo di oggi, così spesso disorientato e travagliato. Essa dimostra che vale la pena di dare la vita per il Signore nell’ascolto della sua Parola, nella preghiera, nella fraternità e nella carità. É quindi un forte richiamo ad andare oltre, una freccia che indica il valore dell’Assoluto una testimonianza credibile della possibilità di una vita in comune attuata quotidianamente, nella ricchezza delle diversità , in conformità al desiderio di Dio che vuol fare di noi un cuor solo e un’anima sola.

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    Le politiche di sostegno al reddito riflettono la visione che ogni società ha dei diritti personali, dell’economia e delle relazioni fra Stato e cittadini; esse coinvolgono dunque aspetti come la giustizia, l’eguaglianza, la responsabilità individuale e collettiva. La storia dell’Occidente è stata attraversata negli ultimi cinque secoli da una crescita straordinaria della ricchezza. L’ampliamento dei mercati, l’estendersi della concorrenza, l’affermazione dei diritti di proprietà, le innovazioni tecniche e organizzative hanno rivoluzionato legami sociali e metodi di produzione antichi di secoli. Nonostante questi straordinari progressi, il crescente benessere di molti ha visto emergere una massa sempre più ampia di persone impoverite, indifese, marginalizzate all’interno di una società estremamente competitiva A dispetto della percezione comune, l’idea di garantire un reddito minimo a chi non riesce a beneficiare dei processi di mercato e di crescita economica non è affatto nuova. Essa ha radici pluricentenarie: nasce agli albori dell’età moderna in seno al dibattito sulla natura, le cause e i rimedi della povertà. Un dibattito, tutt’ora aperto, che si è intrecciato, di epoca in epoca, con visioni diverse dell’economia e della società. Questo saggio intende esaminare la relazione intercorsa tra la teoria economica e le politiche di sostegno al reddito, dall’età medioevale fino ad oggi: in che modo le teorie economiche hanno contribuito alla definizione di tali politiche? Che legame c’è fra la riflessione economica e il formarsi della legislazione sociale? Come la teoria economica dominante in ogni periodo ha influenzato l’affermarsi di una determinata visione della povertà, delle sue cause e dei suoi possibili rimedi? Attraverso l’esame delle teorie e dei dibattiti intercorsi fra i principali economisti (da Thomas More a Adam Smith, da Karl Marx a John M. Keynes, da Milton Friedman a James Meade) questo volume propone una lettura, originale e approfondita, della storia del welfare state e delle sue molteplici riforme, giungendo fino all’attuale dibattito sui diversi modelli di reddito minimo garantito.


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    Quando e come si è avviata in Europa un’elaborazione femminile autonoma sul rapporto tra movimento di emancipazione e ricerca spirituale? Quale contributo ha dato il primo femminismo europeo allo sviluppo del movimento ecumenico? Questo saggio di Lucy Re Bartlett (1876-1922), ripubblicato a un secolo esatto dalla sua prima edizione italiana con un’ampia introduzione storica di Liviana Gazzetta, mostra come nel primo Novecento circolasse anche nel nostro paese una riflessione femminile di matrice cristiana che faceva della libertà femminile il perno sia della ricerca religiosa che dell’impegno civile. Vengono così tracciate efficacemente le linee di un femminismo spiritualista ed eclettico, capace già all’epoca di esprimere una forte critica al ruolo che le chiese storiche riservavano alle donne.


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    Dalla passione di Madre Monica Della Volpe per il mondo monastico nella grande diversità e unità delle sue espressioni, nasce questo libro, in cui presentiamo due testi. Il primo, La vita monastica oggi, si pone tra la Vultum Dei quaerere, che è una sintesi del passato in vista del futuro, e Per vino nuovo otri nuovi, che dà orientamenti per il futuro, come la testimonianza di un lavoro di rielaborazione del carisma. Per rispondere a questa esigenza la Madre attinge direttamente alla fonte: la Vita di san Benedetto come forma della vita monastica. Il secondo testo è costituito da tre conferenze che descrivono la vita e le abitudini della fortissima schiera dei cenobiti che è il mondo dei monaci: la Chiesa come mistero di comunione, il percorso della maturazione affettiva e lo strumento dell’obbedienza. Il testo del magistero che ne costituisce lo sfondo è l’Istruzione sull’autorità e l’obbedienza. Innanzitutto la Chiesa concepita come mistero di comunione con gli strumenti che offre: la liturgia, l’insegnamento della Badessa o dell’Abate, la vita fraterna. Da qui nasce il metodo formativo proprio di quelle scuole speciali che sono i monasteri, il cui nucleo è la responsabilità di fronte alla verità, la verità della tradizione, nell’affrontare i problemi, nel dar nome a ciò che è bene e a ciò che è male. La Chiesa, luogo abitato dal mistero della presenza di Cristo fatto carne, è anche luogo di apostolicità, cioè luogo di comunione e di amicizia, quell’amicizia con Cristo da cui nasce la fraternità.


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