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Luzi Mario
1914

Poeta e saggista. Dal 1955 ha insegnato letteratura francese all’università di Firenze e dal 1973 letterature comparate all’università di Urbino. Nel 1987 ha ricevuto il premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei e nel 1995 il premio internazionale Viareggio alla carriera.

Dopo la prima raccolta organica del 1960 (Il giusto della vita), la ricerca poetica di L. è proseguita in un progressivo ampliamento tematico, cui si è accompagnato un adeguamento dello stile e del linguaggio alle esigenze di una più esplicita comunicatività. Significative in tal senso sono le raccolte Nel magma (1963) e Dal fondo delle campagne (1965), che con le successive Su fondamenti invisibili (1971) e Al fuoco della controversia (1978) saranno poi riunite col titolo complessivo Nell’opera del mondo (2° vol. di Tutte le poesie, 2 voll., 1979). Per il battesimo dei nostri frammenti (1985) riconferma l’importanza della parola, rivelatrice di senso, nella vita dell’uomo. Il poeta, senza venir meno alla sua iniziale vocazione ermetica, parla ora dall’interno della polis, cercando di dar voce anche a ciò che non ha voce attraverso una parola vitale, luce e guida per il cammino della storia; una ricerca che trova ulteriore espressione nelle raccolte successive: Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), resoconto di un viaggio immaginario del pittore trecentesco da Avignone alla natia Siena, e Sotto specie umana (1999); preceduta, quest’ultima, da una nuova edizione accresciuta di Tutte le poesie (2 voll., 1998) e dall’edizione complessiva de L’opera poetica (a cura di S. Verdino, 1998).

La sua attività di traduttore è proseguita con la versione del Riccardo 11 di Shakespeare (1966), ed è largamente rappresentata nel volume La Cordigliera delle Ande e altri versi tradotti (1983), un’antologia personale che testimonia il suo costante rapporto con la poesia straniera. La più aperta disposizione dialogica della sua poesia ha trovato riscontro in un percorso drammaturgico in versi, che si è concretizzato in alcune opere di denso spessore esistenziale e civile: Ipazia (1972; poi raccolto con Il messaggero, del 1977, in Il libro di Ipazia, 1978); Rosales (1983); Hystrio (1987); Il Purgatorio. La notte lava la mente (1990); Io, Paola, la commediante, dedicato all’attrice P. Borboni (1992), opere poi confluite nel volume complessivo Teatro (1993); Felicità turbate (1995); Ceneri e ardori (1997). Anche per ciò che riguarda la prosa e gli interventi saggistici, L. ha raccolto in più riprese le opere degli ultimi decenni, ribadendo l’idea costante della “naturalezza” della poesia e della sua funzione conoscitiva. Diversi volumi raccolgono le sue riflessioni sul simbolismo, sul processo creativo, sul rapporto con il sacro, sulla natura della poesia e della prosa: Tutto in questione (1965); Poesia e romanzo (con C. Cassola, 1973); Vicissitudine e forma (1974); Trame (1982); Discorso naturale (1984); Cronache dell’altro mondo (1989); Dante e Leopardi o della modernità (1992); Spazio stelle voce: il colore della poesia (a cura di D. Fasoli, 1992); infine l’antologia di saggi critici Naturalezza del poeta (a cura di G. Quiriconi, 1995).

 

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