L’aristocrazia della morte nella chiesa di San Domenico a Pistoia

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A partire dal secolo XII divenne frequente annotare in un libro i religiosi defunti, e anche i laici che volevano essere sepolti nei loro cimiteri. È proprio questo il tema portante del libro, che analizza attraverso questi necrologi o «libri dei morti» le pratiche legate alla sepolture e alla ricerca della «buona morte». I necrologi di San Domenico a Pistoia presi in esame, quattro in tutto, ci forniscono il quadro di una vita civile e culturale assai vivace, contrassegnata da eventi i cui protagonisti, uomini e donne, furono tutti attenti a salvaguardare e tramandare ai figli quei valori che nella pietà religiosa, nella dedizione alla professione, nella cura della famiglia e della città trovavano i loro punti di sicuro ancoraggio.
Questi testi funerari sono, quindi, davvero degni di nota per il valore documentario che presentano non solo per la biografia dei personaggi citati, ma anche perché raccontano la vita civile, culturale, politica e religiosa che si è svolta in Pistoia in quel periodo.

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