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In libreria

Un'intensa voce di donna che dal passato tocca tematiche straordinariamente attuali,
un'indagine su cosa significa oggi "riformare la Chiesa"
e la sfida della costruzione della memoria.
Per la prima volta in traduzione italiana le lettere che Angelina Grimké scrisse a Catharine Beecher nel 1837 sull’abolizione della schiavitù, sui diritti delle donne e sul rifiuto di un femminile evanescente, domestico e sottomesso. L’accurata introduzione di Carla Maria Gnappi, la prefazione di Letizia Tomassone e la postfazione di Elena Riva permettono di contestualizzare senza anacronismi la figura di Angelina e delle altre persone nominate, mostrando tuttavia la straordinaria attualità di quanto leggiamo.
Cosa significa riforma oggi, nella Chiesa? Può essere intesa come un continuo ritorno alle origini, oppure come la possibilità di assumere una forma sempre «nuova» rispetto a una considerata ormai passata. In entrambe le accezioni, l’idea di fondo è quella di riportare alla forma autentica tutto ciò che con il tempo ha perso la sua incidenza e la sua «purezza» primordiale. Gli autori di questo volume, ciascuno nel proprio ambito di ricerca, hanno offerto con scientificità e competenza accademica un proprio contributo, condividendo l’idea che la riforma non sia un semplice adeguamento alla storia, né tantomeno un mero sforzo di «mettersi al passo con i tempi», ma un dinamismo che trova nella presenza del Risorto la sua condizione di possibilità.
La memoria: una formidabile risorsa capace di fondare l'identità, sia del singolo che del gruppo, rendendola capace di resistere all'inesorabile passare del tempo. Anche i cristiani dei primi secoli si sono trovati davanti alla necessità di ricordare: la continua riproposizione degli eventi connessi a Gesù di Nazaret, riconosciuto come Signore e Cristo, fu un elemento fondamentale e imprescindibile per forgiare la loro identità, personale e comunitaria. Alla luce di queste dinamiche i testi raccolti in questo volume, opera di 50 autori diversi, evidenziano i dispositivi messi in atto nell’età patristica per conservare la memoria: dalla tradizione orale alle opere scritte, dalla liturgia ai monumenti materiali.
Questo è solo un piccolo assaggio di quello che propongolo le Edizioni Nerbini.
Vorremmo avere la possibilità di mostrare alcuni percorsi particolari, le nostre novità,
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